Cerchi casa in affitto? Nessuna offerta: sei disabile!
A Roma sette agenzie immobiliari su dieci hanno negato l’affitto a Mimmo, un ragazzo disabile.
Questo è quanto emerge da un’inchiesta, effettuata da Francesco Palese, inviato di Retesole, in diverse zone della capitale, per il programma “L’Altra inchiesta”. Con una telecamera nascosta prima Palese, poi Mimmo si sono recati nelle agenzie chiedendo la disponibilità di immobili in affitto. Mentre a Palese sono state presentate le più svariate offerte in modo cordiale, il disabile è stato trattato con freddezza, liquidato dopo pochi minuti e in alcuni casi tenuto sulla porta. “Appena mi vedevano cambiavano faccia, neanche fossi un mostro. Sono solo un ragazzo che cerca un appartamento. Tutto qua”. Queste sono state le considerazioni del ragazzo. Una persona ormai sfiduciata verso un ambiente sociale tanto superficiale e ricco di quelle barriere mentali che chiudono la mente ad ogni possibile diversità.
Emarginazione, esclusione sociale, razzismo e, forse la belva peggiore, indifferenza. Queste sono le caratteristiche di una società che non è pronta a guardare la diversità senza pregiudizi e preconcetti. Questi gli ostacoli che una persona disabile è costretta ad affrontare tutti i giorni in un mondo che dimostra in tanti aspetti di considerare la disabilità un PESO che tutti scaricano volentieri ad altri.
Mimmo, Mary, Totò e Graziella hanno pronunciato delle parole molto forti che hanno provocato un’eco non indifferente: “Non ci servono le giornate del disabile, se poi vediamo negati i nostri diritti in questo modo”.
A cosa servono iniziative e campagne di solidarietà, se la nostra società “civile” non ha la volontà di mettersi in gioco in prima persona? Cosa bisogna fare affinché le persone con disabilità vengano ritenute cittadini al 100% con uguali diritti e doveri delle persone “normodotate”? Qual è la concezione che spinge gli agenti immobiliari oppure i proprietari di alloggi ad essere talmente ipocriti e incivili?
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