Il Ritorno
“Zitti, che vostro padre sta dormendo”, questa potrebbe essere una banalissima frase detta in famiglia da una madre per far tacere i figli un po’ troppo rumorosi. E invece, nel film russo “Il ritorno”, vincitore dell’ultima edizione del Festival di Venezia, è una frase che nasconde molti segreti, segnando l’inizio di una storia del tutto inaspettata. Sì perché i fatti, non solo li veniamo a sapere man mano insieme agli attori, ma la sensazione è che loro sappiano anche più di noi. Lo spettatore è completamente in balia dei personaggi e delle azioni che svolgono. Viene letteralmente guidato, portato per mano, minuto per minuto, e lui sta lì, con l’orecchio teso e lo sguardo fisso, per non perdere una parola, per cogliere ogni minimo elemento della narrazione che gli faccia capire di più, che gli dia qualche pezzo in più da aggiungere al puzzle della storia. E’ qui che risiede il fascino incredibile del film.
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